Il disinformatico è sempre una fonte molto preziosa per IAD Killer, dà sempre degli spunti molto interessanti.
Dopo aver parlato di Claudia Rivalta e Daniela Mainardi, Danilo Mastrantoni, msn e facebook a pagamento da domani, ecco una riflessione sul motivo per cui queste bufale continuano imperterrite a far strada (e vittime) su Internet.
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In una nota sulla pagina facebook del giornale partecipativo The Populi, Luca Longo scrive:
Da quando ho iniziato a navigare su internet ho studiato sempre i modi per prevenire i virus, i trojan e le truffe. Mi sono occupato di Facebook, da un anno circa, e ho notato che il successo esponenziale di questo social network ha importato molte bufale dalla rete. Recentemente ho notato un incredibile successo (oltre 1 milione di iscritti in pochi giorni) verso un Gruppo:
No a facebook a pagamento nel 2010, servono 10.000.000 iscritti!
Perché è una notizia falsa?
A volte vengono fatte affermazioni palesemente false con il solo intento di fare iscrivere più persone possibili ai gruppi in questione. Ci sono degli individui che sfruttano l’ingenuità e la buona fede delle persone per ingannarle. Con i social network questi problemi sono molto più difficili da gestire rispetto alla normale rete, questo perché grazie alla facilità del passaparola (alimentato da frasi come “servono 10milioni di iscritti, diffondete!”) e all’altissima percentuale di persone “attive” vengono a fondersi tre vecchi problemi: BUFALE, SPAM E CATENE DI SANT’ANTONIO.
Facebook basa i propri ricavi sulla pubblicità, e si sa, la pubblicità paga solo se il pubblico è ampio e questo implica che facendo pagare i propri utenti, questi inevitabilmente diminuiranno. Ne parla Luca Conti, probabilmente il maggior esperto italiano di social network, autore del libro “Fare Business con Facebook“. Parla anche di come la pubblicità (a pagamento) sarà sempre più integrata, con un sistema forse simile a quello di Google AdSense, aumentando notevolmente l’interesse degli utenti che aspirano ad un profitto, a riempire di persone i propri gruppi o pagine.
Anche Catepol, una famosissima bloggher della rete, ha dedicato più di dieci post sulle bufale di facebook e che proprio su questo social network ha aperto un gruppo dove vengono segnalate ed analizzate tutte le falsità che girano (potete vederne molte qui).
Perché la gente si iscrive?
Nei social network è diventato abitudine soffermarsi poco sulle notizie, questo perché nella propria “Bacheca” c’è un flusso elevatissimo di notizie. Così le persone si iscrivono perchè sono curiose, senza pensare se la cosa può essere possibile o meno.
Chi crea questi tipi di gruppi lo fa esclusivamente per una questione di Marketing. Il loro vantaggio è quello di poter inserire, nella stessa pagina, il loro sito e la loro attività e anche molta pubblicità, inoltre si possono inviare notifiche email a tutti gli iscritti con un semplice click. Tutto questo in termini pubblicitari, considerando il 1milione di persone che lo permettono (iscrivendovi ad un gruppo date il permesso agli amministratori di inviarvi tutte le mail che vogliono), vuol dire tanto profitto.
Siamo iscritti, come possiamo rimediare?
Questa è la parte bella. I passi da seguire per rimediare nel miglior modo possibile sono i seguenti:
- Disiscriversi a questi gruppi; trovate proprio sulla vostra sinistra, appena sotto l’immagine, la scritta: “Esci dal gruppo”
- Avvisare tutti gli amici iscritti come voi;
- Segnalate a Facebook che questi gruppi forniscono informazioni di SPAM; cliccate in basso a sinistra nella pagina sulla voce “Segnala Pagina” e successivamente, nella finestra che apparirà, selezionate “Pubblicità/Spam” e inviate.
Conclusioni:
Molti gruppi di questo genere sono già stati censurati dallo staff di Facebook, ma vengono prontamente riaperti sfruttando nuovamente la situazione fino a quando Facebook non chiude nuovamente il gruppo.Il mio consiglio è quello di informarsi attraverso dei gruppi, come ad esempio quello di Catepol, andando a vedere tutti i gruppi bufala e tenere attenzione a non alimentarli perché il miglior anti-bufale della rete non si installa sul pc ma dipende dal vostro modo di comportarvi.
Fonte: The populi, 2 novembre 2009.
In questo articolo, non vengono citati ma credo sia opportuno segnalare anche altro genere di gruppi che fanno leva sulla curiosità, l’ignoranza informatica, o sulla superstizione e, peggio, sulla sensibilità della gente.
Tanti sono i gruppi che promettono, se condivisi con altri, di fornire la possibilità di: mettere musica sul profilo, scoprire chi ci ha cancellato, l’albero genealogico… oltre ai classici “se non condividi non fai sesso per tutto l’anno” o addirittura per il resto della vita! Peccato che, naturalmente, chi perde il tempo a inventarsi un gruppo così e anche a condividerlo, significa a rigor di logica che ha momenti da perdere così, piuttosto che passarli con una bella ragazza(o ragazzo) per far altro: ribadisco, brutta bestia la IAD!
Scherzi a parte non c’è niente da fare: per fermare queste catene e truffe on line, come dice Luca è il caso di ignorarle. Il saggio diceva: “be kind to the others, don’t feed the trolls”. Sii buono con gli altri, non alimentare i troll. Si riferisce, in questo caso, ai provocatori su forum o gruppi di discussione, ormai pure nei social network e nei blog… però è valido anche per le catene: nel momento in cui si scrive sulla bacheca o ci si disiscrive dai gruppi, infatti, le attività recenti vengono scritte nel profilo e automaticamente gli utenti che leggono le notizie e sono nei nostri contatti, li possono vedere e aver la curiosità di iscriversi.
Per evitare questo, la volta che ci troviamo su un invito a un gruppo sgradevole, si deve procedere così:
[nota, io uso facebook mobile].
- cliccare su iscriviti al gruppo
- cliccare su diventa fan, nella pagina del gruppo che si apre
- cliccare su rimuovimi dai fan
- andare sul link Profilo, quello del primo menu, e sulla voce “attività recenti” eliminare l’eventuale ‘nostro nome si è iscritto al gruppo x y z’ tramite l’apposito link Rimuovi.
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