Questa riflessione prende spunto da un articolo che ho letto su napolux, un blog che seguo da un po’ di tempo.
Il web in questi ultimi anni, si è evoluto in modo esponenziale a livello di interazione con gli utenti: i newsgroup, le mailing list, poi i forum, i siti statici, i siti dinamici, i blog, i social network…
Ma vale davvero sempre la pena seguire la tendenza e stare sempre in prima linea?
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L’idea di poter “rimanere in contatto con gli amici sempre e comunque” è stata la principale motivazione per cui moltissima gente si sia iscritta al mondo intero: myspace, twitter, facebook, e tutto il resto la realtà è però che, questi social network, vanno a ruba perché alla fin fine si può scrivere ciò che si vuole, senza preoccuparsi di essere delle cime in scrittura né tanto meno di fare lunghi articoli anzi più brevi si è meglio è, gli errori di ortografia e l’incomprensibilità si sprecano, i nostri contatti possono esprimere apprezzamento o commentare quello che scriviamo (chissà perché non c’è il tasto “non mi piace”?), si può contemporaneamente parlare di se stessi senza far troppa fatica, socializzare con gli altri attraverso chat, messaggi o gruppi di persone con gli stessi interessi, tutto nella stessa piattaforma e senza dover dare l’indirizzo di posta elettronica a ognuno; …che poi tutti si facciano i fatti nostri tramite le nostre foto e possano trarre conclusioni anche sbagliate sapendo le nostre frequentazioni poco importa, ma intanto non hanno l’email… va be’. :)
Non ci si rende conto però, che andando a fondo della questione, i social network possono essere molto limitanti rispetto a un blog, che invece può essere tranquillamente usato come diario personale; Napolux, nel suo articolo, elenca 5 ragioni per cui avere un blog abbia qualche vantaggio in più, rispetto all’iscrizione a tanti social network – le 2 cose possono andare di pari passo, basta saperle usare e distinguere.
- Il blog non ha limiti: si può personalizzare la grafica a piacimento, decidere quanto lunghi o brevi scrivere i post, mettere anche degli script che rispettino le nostre esigenze; le uniche limitazioni stanno nelle proprie capacità tecniche e nello spazio fisico messo a disposizione dai server che ospitano il blog.
- monetizzare il blog: nei social network, anche se a prima impressione non sembra, si arricchisce sempre chi queste piattaforme le ha inventate, anche raccogliendo i nostri dati personali e facendo pubblicità mirate; gli altri, cioè, che guadagnano sopra i nostri contenuti. Ci sono delle strategie di marketing che permettono di fare business tramite i social network ma bisogna essere delle aziende o, comunque, delle realtà già affermate mentre sul nostro blog possiamo mettere tutte le pubblicità o i link donazioni che vogliamo.
- il blog appartiene sempre e comunque a chi lo crea, che ne ha piena responsabilità sulla sua sorte: aprirlo, chiuderlo, moderazione dei commenti, cancellazione di contenuti o loro condivisione tramite la licenza che più ci è adeguata. I termini e condizioni di servizio possono essere decisi da noi, e non ci vengono proposti dall’alto.
- ammesso che significhi qualcosa essere “qualcuno” su Internet, avere un blog (o comunque un sito personale) ci distingue: come detto sopra, non ci sono limiti alla creatività sia nei contenuti sia nella grafica, e sotto questo aspetto nei social network si è tutti omologati. In un sito personale o blog, no.
- Il blog è nostro, rispetta i nostri tempi. Lo si può aggiornare quando ne si ha tempo e voglia, è lui che dipende da noi, non noi che dipendiamo da lui; i social network al contrario, si riempiono di aggiornamenti continui: foto, messaggi, commenti, stati, anche quelli che magari non ci interessano: mail di notifica, client dedicati, sms (chi ha abilitato i social network sui cellulari), per quanto si decida di non “correre dietro ai social network”, ci se li ritrova sempre e comunque tra i piedi. Un sito web normale, sia questo un blog o altro tipo di struttura, rimane là fino a quando non siamo noi a decidere se aggiornarlo e quando.
Rimane, comunque, il fatto che i social network non sono assolutamente “da buttare”; il discorso mio, e anche di napolux, vale per chi come me vuole costruire qualcosa su Internet. I social vanno benissimo per il cazzeggio fine a se stesso ma in fondo chi ama creare, può sfruttare i social network come mezzo di diffusione del proprio blog, grazie alla diffusione virale delle informazioni, caratteristica e finalità principale di questo tipo di piattaforme.
Grazie a napolux per gli spunti.
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