Come spiegato nella pagina “intenzioni di questo sito”, lo scopo del progetto IAD Killer VIRUS è quello di usare la nostra esperienza positiva o negativa, in questo caso la mia, per permettere agli altri di trarre da Internet maggior vantaggio possibile, ma di non cadere in grossolani errori dati dal troppo entusiasmo che, inevitabilmente, il mezzo a nostra disposizione crea.
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Oggi si parla di Twitter, l’ormai celeberrimo strumento di condivisione di brevi messaggi e/o collegamenti a notizie esterne più o meno interessanti.
Ebbene Twitter, se usato bene, è un ottimo punto di raccolta di informazioni, oltre che, volendo, di dialogo; in 140 caratteri deve entrare l’informazione in modo molto sintetico e l’eventuale link, abbreviato tramite dei servizi appositi perciò, se usato con buon senso, Twitter può aiutare a raggiungere informazioni che in altri contesti, magari, non si riuscivano a trovare: un tweet scritto con buon senso, potrebbe essere: “Milano: uomo libico si fa esplodere in caserma, è grave. link”
Così dovrebbe esser dappertutto anche nei giornali, ma questi ultimi spesso e volentieri non son molto chiari però poco importa, fatto sta che in questo modo una persona sa già dal titolo che cosa può essere accaduto e capisce già se è interessata o meno all’argomento. Poi, volendo, si può anche includere l’articolo in un argomento preciso, per esempio “#integralismo uomo si fa esplodere in caserma a Milano -link-”
così, cercando integralismo o #integralismo nel box di ricerca di Twitter, si possono trovare diversi link o messaggi correlati all’argomento.
Non mi dilungo a spiegare ora l’uso di Twitter, penso che creerò delle sezioni apposite su questo sito dedicate a guide e tutorial per utilizzare al meglio il web, twitter compreso; ci tengo ora a far capire quali errori ricorrenti, in cui sono puntualmente cascata, si possono fare con questo ottimo servizio.
Mi sono iscritta a twitter nel 2008 curiosa di capire cosa fosse questo microblogging e affascinata dal fatto che, a differenza di molti altri servizi simili, questo sistema fosse prevalentemente testuale; e anche dal poter aggiornarlo via sms, ma quello poi non lo ho mai fatto perché costerebbe un botto mandare messaggi in Inghilterra.
Inizialmente non lo usavo nemmeno, per la serie cosa scrivo in 140 caratteri? Poi lo ho sincronizzato con facebook, usando vari escamotage più o meno ufficiali e mi piaceva l’idea che tutti potessero leggere le cazzate che scrivevo su entrambi i servizi; sì, perché facebook è il regno delle stronzate, quindi, una più una meno, non costa nulla; idem quando ho scoperto che potevo sincronizzare twitter anche con skype versione 4, tramite un piccolo software chiamato twype.exe ho iniziato a divertirmi a cambiare gli stati così si vedeva sulla nuvoletta di skype.
Ero convinta di non fare nulla di male, scrivevo ciò che mi passava per la testa, ciò che sentivo al momento non mi importava che lo leggesse il mondo. Avevo la giornata di merda per questo o quel motivo? Lo mettevo là, su twitter, un po’ come se lo scrivessi sul muro della mia stanza.
Così è andata avanti per un po’ di mesi ma purtroppo tutto mi si è ritorto contro, per fortuna non con grossissime conseguenze a livello di reputazione (almeno spero!) Non per ora, almeno; aggiornando twitter da un servizio esterno, non entravo mai dentro il sito vero e proprio e non mi ero mai resa conto fino in fondo che, davvero, i miei messaggi anche di mesi prima potevano essere letti quando e quanto si voleva; ero convinta che venissero, non automaticamente ma almeno settimanalmente cancellati, però così non era! Ho rimediato eliminando in toto il nome utente talksina da twitter e con lui tutti gli utenti molesti, e tutti i messaggi che, per chi leggeva dall’esterno, potenzialmente danneggiavano la mia faccia sul web.
Concludendo, è facile incolpare i servizi web come twitter, facebook o gli altri social network di violazione della privacy, di farsi gli affari nostri; ma se siamo noi i primi a mettergli le nostre vite personali a disposizione, di che cosa ci lamentiamo?
Ora ho capito come lo devo usare twitter: agganciando a servizi come twitterfeed le notizie dei blog che gestisco; ottimo modo per portare visite e per discutere, sempre ammesso che gli argomenti da me postati possano essere ritenuti interessanti da chi legge.
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