Legge islamica vieta facebook: causa divorzi e infedeltà

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Aggiornamento: secondo zeus news pare che la legge islamica contro sia stata smentita. Mah…
Fonte: leggo.it, 4 febbraio 2010.
Personalmente, mi ritengo fortunata a non vivere in un paese che sottostà alla legge islamica.
Questo non è il luogo adatto in cui discutere di islamici-cristiani-religioni varie, o di fare discorsi razzisti/qualunquisti, ma si sta parlando di una realtà assolutamente oggettiva: Internet, e in particolare i , sono una risorsa difficilmente controllabile da cui si può attingere a informazioni di ogni genere, da ogni parte del mondo e questo indubbiamente fa paura a quei pochi, potenti, miliardari, che tengono il potere nelle proprie mani e vogliono influenzare le masse; ormai è risaputo, “se io al popolo impedisco di farsi una cultura, avrò sempre e comunque potere su di lui perché gli va bene qualsiasi cosa io dica”. Che sia un’associazione, un’istituzione religiosa, un’istituzione politica, degli studiosi… giocando sulla paura, sui divieti e sull’informazione si può avere la gente in mano. E allora, la domanda sorge spontanea:
stai vietando perché causa i divorzi, oppure lo fai perché c’hai la coscienza sporca e sai che non sono più anni da essere integralisti, e che è ora che ti evolvi ma non lo vuoi ammettere?
E un’altra domanda che ci si dovrebbe fare: non è che forse, se ci sono divorzi e tradimenti che nascono dalla rete, è perché se ne hanno piene le palle di questi matrimoni combinati/riparatori, e di questa sottomissione delle donne?
Va bene che i tradimenti e divorzi nati da internet aumentano anche qua, ma la soglia di infelicità, dove ci sono tradizioni antiquate, è molto più alta è inutile nasconderselo. Dopo il salto, l’articolo di giornale.
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L’ISLAM PROIBISCE
“CAUSA DIVORZI E INFEDELTÀ”

È una vera e propria fatwa quella che vieta ai musulmani l’uso del , il più usato tra i giovani dei paesi arabi, messo all’indice come probabile causa dell’aumento dei divorzi. Secondo quanto riporta il giornale ‘al-Quds al-Arabì, nella giornata di ieri l’ex presidente della commissione per le fatwa dell’università islamica di al-Azhar, lo sceicco Abdel Hamid al-Atrash, ha emanato un decreto religioso islamico che per la prima volta vieta ai musulmani l’uso del noto . Il religioso egiziano avrebbe emanato questa fatwa dopo aver appreso i dati emersi da uno studio diffuso nel paese arabo secondo cui il successo di va di pari passo con il numero dei divorzi tra le famiglie musulmane. «Già la precedente commissione islamica di al-Azhar da me presieduta aveva discusso del fatto che avesse causato un notevole aumento dei tradimenti tra le coppie egiziane – spiega al-Atrash -. Si tratta di uno strumento che distrugge la famiglia perché spinge il coniuge ad avere rapporti contrari alla Sharia con altre persone. Mentre uno dei due è impegnato al lavoro, l’altro chatta con un estraneo sprecando il proprio tempo libero e compiendo un’azione contraria alla legge islamica. Questo strumento mette in pericolo la famiglia nella società musulmana». Nei giorni scorsi un’equipe di sociologi egiziani ha dimostrato, studi alla mano, che almeno un caso di divorzio su cinque nel paese arabo è stato causato da o comunque da un tradimento iniziato su Internet. Per gli studiosi i aiutano i coniugi a tradirsi avendo rapporti con estranei non conformi alla Sharia. «Questo strumento tecnologico, come altri dello stesso tipo, tra cui i canali televisivi satellitari, sono un’arma a doppio taglio – conclude il religioso egiziano -. Se da un lato permettono la diffusione della religione islamica, dall’altro consentono alle persone di vivere l’amore in modo illecito e di avere rapporti interpersonali vietati dalla Sharia. Per cui chi entra in questi siti deve essere considerato un peccatore».

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