mar 09 2010

Cosa non sopporto di facebook e i social network?

Facebook è stato uno dei maggiori fenomeni degli anni 2009-2010 ma anche lui ha i suoi lati sì, e i suoi lati no. Come tutto.

Ma cosa è che rende la consultazione di un social network come qualcosa di insopportabile? Proviamo a fare il punto:
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feb 04 2010

Legge islamica vieta facebook: causa divorzi e infedeltà

Aggiornamento: secondo zeus news pare che la legge islamica contro facebook sia stata smentita. Mah…
Fonte: leggo.it, 4 febbraio 2010.
Personalmente, mi ritengo fortunata a non vivere in un paese che sottostà alla legge islamica.
Questo non è il luogo adatto in cui discutere di islamici-cristiani-religioni varie, o di fare discorsi razzisti/qualunquisti, ma si sta parlando di una realtà assolutamente oggettiva: Internet, e in particolare i social network, sono una risorsa difficilmente controllabile da cui si può attingere a informazioni di ogni genere, da ogni parte del mondo e questo indubbiamente fa paura a quei pochi, potenti, miliardari, che tengono il potere nelle proprie mani e vogliono influenzare le masse; ormai è risaputo, “se io al popolo impedisco di farsi una cultura, avrò sempre e comunque potere su di lui perché gli va bene qualsiasi cosa io dica”. Che sia un’associazione, un’istituzione religiosa, un’istituzione politica, degli studiosi… giocando sulla paura, sui divieti e sull’informazione si può avere la gente in mano. E allora, la domanda sorge spontanea:
stai vietando facebook perché causa i divorzi, oppure lo fai perché c’hai la coscienza sporca e sai che non sono più anni da essere integralisti, e che è ora che ti evolvi ma non lo vuoi ammettere?
E un’altra domanda che ci si dovrebbe fare: non è che forse, se ci sono divorzi e tradimenti che nascono dalla rete, è perché se ne hanno piene le palle di questi matrimoni combinati/riparatori, e di questa sottomissione delle donne?
Va bene che i tradimenti e divorzi nati da internet aumentano anche qua, ma la soglia di infelicità, dove ci sono tradizioni antiquate, è molto più alta è inutile nasconderselo. Dopo il salto, l’articolo di giornale.
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gen 29 2010

Catena di sant’antonio sulla sindrome di down: diffonderla sì o no?

Prima pubblicazione: 29/01/2010 ultimo aggiornamento: 22/02/2010.
siccome al “grande fratello” si dicono “mongoloide” come niente fosse, per darsi degli stupidi
siccome ci sono persone (anche qui) che parlano e offendono solo per dar fiato alla bocca e accusano me di chissà cosa
e siccome su facebook nascono gruppi del cavolo tipo “tiriamo al bersaglio contro i bambini down”(per fortuna chiuso!), ci tenevo a precisare che l’articolo che segue non ha assolutamente nulla contro la sindrome di down – tra l’altro in questo articolo di giornale che parla del gruppo tiro al bersaglio è spiegato chiaramente cos’è la sindrome (cosa che io peraltro so benissimo)

ma la gente si deve rendere conto che trattare una persona disabile alla stessa stregua degli altri, qualunque disabilità sia, non significa dirgli “tu non sei normale, tu sei speciale”…io da parte mia quando ero piccola e mi dicevano così rispondevo sempre, “ma allora se sono speciale non sono normale, sono diversa”

l’articolo-riflessione nasce dal fatto che non bisogna discriminare i down come non bisogna discriminare tutto il resto. Non si dica mongoloide per dire stupido, ma allo stesso modo non si dica cieco/sordo a uno che è indifferente a qualcosa o non si dica “lavorare come un negro” piuttosto si dica “come un mulo” se proprio si deve.
Invece no, qua anziché far riprendere ai nomi la propria identità, si preferisce cambiare nome a chi già ne ha uno.

Da qualche giorno, sui social network, sta girando il seguente messaggio:

La sindrome di Down non è una malattia. Le persone con la sindrome di down non cercano una medicina, vogliono solo essere accettate e trattate come gli altri!!! Il 93% dei miei contatti non copierà questo messaggio. Spero che tu che stai leggendo ora, voglia far parte di quel restante 7% che metterà questo messaggio nella bacheca per almeno un’ora…Grazie.

A dire il vero, la prima volta che l’ho letto, si fermava solo alla frase e non conteneva il discorso del 93 e del 7%. Se già mi aveva irritato allora, con quest’aggiunta mi ha innervosito ancora di più. Ma perché una disabile se la deve “prendere” con un messaggio che parla di accettazione dei disabili?
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gen 29 2010

Gruppi facebook, commenti e sondaggi sul web: possibili pericoli per il posto di lavoro

Di notizie su facebook che fa perdere il posto di lavoro, i giornali sono pieni quasi tutti i giorni: gente che mette le foto, che aggiorna lo stato, mette dei link o dei commenti considerati “fuori posto” dall’azienda in cui si è assunti. Ma ci sono tanti fattori che non vengono assolutamente considerati, come l’iscrizione a gruppi, i commenti, i quiz e i sondaggi.
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gen 18 2010

Stare troppo in chat causa la depressione?

Fonte: download blog, 2 febbraio 2009.
Secondo uno studio americano, il troppo tempo impiegato a parlare in chat da parte delle ragazzine, specie quando si tratta dei loro problemi sentimentali, è causa di depressione. Ma? Sarà vero che è solo la chat? Sarà vero che è quella, la causa di depressione?
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dic 29 2009

Facebook a pagamento, sfortuna, astinenza sessuale forzata e molto altro

Il disinformatico è sempre una fonte molto preziosa per IAD Killer, dà sempre degli spunti molto interessanti.
Dopo aver parlato di Claudia Rivalta e Daniela Mainardi, Danilo Mastrantoni, msn e facebook a pagamento da domani, ecco una riflessione sul motivo per cui queste bufale continuano imperterrite a far strada (e vittime) su Internet.
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dic 28 2009

Divorzi in aumento per colpa di facebook?

Sfogliando download blog, mi viene in mano un articolo. Il solito articolo: che Facebook favorisce i divorzi, addirittura un caso di divorzio su 5.
Ma la finiamo di colpevolizzare un mezzo di comunicazione, per i problemi reali che si creano?
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dic 17 2009

Facebook via SMS molto comodo ma usarlo con cautela

Facebook può essere usato via SMS: lo ho scoperto in questi giorni o meglio lo si poteva fare già da qualche mese ma da pochissimo tempo è stato introdotto il supporto per l’Italia, tramite operatore Wind, e al costo di un messaggio verso Wind:
ma cosa ci fa una spiegazione di facebook via sms in un sito contro la netdipendenza?
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dic 16 2009

Gli utenti di Twitter si collegano mentre guidano e mentre vanno in bagno

Articolo proveniente da downloadblog, del 23 settembre 2009, riguardante il microblogging e più precisamente Twitter.
La possibilità, cioè, di far sapere al mondo i fatti nostri scrivendo poco.
Cosa affascina di questo stile di scrittura non lo so, sarà che io uso twitter solo per pubblicizzare il mio progetto IAD Killer? Non lo so, comunque… se non basta rischiare un incidente in macchina perché si guida “cinguettando”, c’è anche chi si connette a twitter andando in gabinetto.
Sarei proprio curiosa di vedere un account di twitter in cui dice “mi sto pulendo il sedere”… anzi, sono sempre in terza persona di solito: “nome utente si sta pulendo il sedere”. Quasi come se l’utente stesse parlando di una terza persona anziché di se stesso. Mah.
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dic 12 2009

Facebook come mezzo di vendetta personale

Un tempo, anche non troppo lontano, per vendicarsi di una persona che ci ha fatto un torto gli si bucavano le gomme dell’auto, gli si metteva una bottiglia di vetro sotto la ruota posteriore sempre dell’auto in modo che si rompesse la gomma quando lui faceva retromarcia. Oppure altre vendette peggiori che non mi vengono in mente ma, comunque, reali e soprattutto a cui si poteva, difficile quanto fosse, dare prima o poi un volto.
Ora invece, con Facebook e la comunicazione in tempo reale in genere, è assolutamente impossibile dare un volto in tempi brevi a certi dispetti che sembrano banali ma possono veramente avere delle conseguenze a dir poco disastrose.
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