mar 09 2010

Cosa non sopporto di facebook e i social network?

Facebook è stato uno dei maggiori fenomeni degli anni 2009-2010 ma anche lui ha i suoi lati sì, e i suoi lati no. Come tutto.

Ma cosa è che rende la consultazione di un social network come qualcosa di insopportabile? Proviamo a fare il punto:
Continua a leggere”Cosa non sopporto di facebook e i social network?”

Popularity: 2% [?]

show

Tags: , , , , , , , , , ,


mar 01 2010

Gruppi razzisti su facebook: quando l’indifferenza fa la differenza

Aggiornamento del 7 marzo 2010: pare che sia stato identificato dalla polizia postale il fondatore del gruppo “giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down”; è un ragazzo cingalese di 19 anni residente in Lazio, che è stato denunciato, e ha detto di averlo fatto per vedere quanti iscritti poteva avere. Uno che, a quanto pare, è già mentalmente disturbato di suo; ci manca solo la IAD a completare il quadretto!

E mai come in questo caso vale la frase del titolo: l’indifferenza fa la differenza. Ignorando questi gruppi, non iscrivendosi né parlarne, qualsiasi squilibrato del genere perde ogni volontà di giocare.

Perciò, nessun tentativo da parte di qualche giornalista anti-democrazia, di manipolare l’opinione pubblica sulla libertà di espressione; rimane il fatto che, comunque, non è detto che ciò non possa succedere. Quindi, sempre ignorare eventuali provocazioni e fare le dovute segnalazioni senza far rumore.

Giochiamo al tiro al bersaglio contro i bambini down
deridiamo i bambini down
per la reintroduzione del reato di omosessualità
bruciamo al rogo beppino englaro
stanno franando calabria e sicilia: finalmente

…e molto altro
Sono solo alcuni dei titoli di gruppi presenti nel social network Facebook, nati con un solo scopo: rompere le balle.
Continua a leggere”Gruppi razzisti su facebook: quando l’indifferenza fa la differenza”

Popularity: 3% [?]

show

feb 19 2010

Sesso in chat: non solo chat roulette, siamo sicuri dei nostri ragazzi al computer?

Qualche articolo fa, ho parlato di Chat Roulette quel servizio che permette gratuitamente tramite una webcam di conversare con persone di tutto il mondo, in modo casuale, guardandole in faccia e ho inevitabilmente parlato di uomini -e donne- che se ne possono approfittare facendo i pornoattori gratis davanti anche a innocue ed ingenue ragazzine; ma non è assolutamente giusto prendersela e condannare un servizio nuovo per colpa dei porci, perché quelli ci sono sempre stati e lo so, purtroppo, per prima.
Continua a leggere”Sesso in chat: non solo chat roulette, siamo sicuri dei nostri ragazzi al computer?”

Popularity: 26% [?]

show

feb 05 2010

Chat roulette, appuntamenti al buio su internet. Possibilità di socializzare o porcile?

Pare che sia in circolazione una nuova tendenza: gli appuntamenti al buio su web.

A me sinceramente, da cieca, fa assolutamente ridere l’idea di “appuntamento al buio” dato che, da quando sono nata, non ho mai guardato nessuno sulla faccia e per quel che mi riguarda il buio, quello vero e di cui aver paura, non è l’assenza di luce/visione, ma l’ignoranza.

Filosofia sul buio a parte, comunque, a dir la verità il web è sempre stato una realtà che favorisce gli incontri “al buio”, come il caso della nascita di numerosi siti negli ultimi anni di incontri in Italia, diciamo così, perché chiunque ha la facoltà, dietro a un video, di mentire. Almeno fino a quando la banda larga, le comunicazioni vocali e poi video, non hanno potuto dare un po’ più di concretezza a chi sta dietro a un monitor ma il servizio di cui parlo in questo post, è molto, molto più inquietante.
Continua a leggere”Chat roulette, appuntamenti al buio su internet. Possibilità di socializzare o porcile?”

Popularity: 100% [?]

show

gen 29 2010

Catena di sant’antonio sulla sindrome di down: diffonderla sì o no?

Prima pubblicazione: 29/01/2010 ultimo aggiornamento: 22/02/2010.
siccome al “grande fratello” si dicono “mongoloide” come niente fosse, per darsi degli stupidi
siccome ci sono persone (anche qui) che parlano e offendono solo per dar fiato alla bocca e accusano me di chissà cosa
e siccome su facebook nascono gruppi del cavolo tipo “tiriamo al bersaglio contro i bambini down”(per fortuna chiuso!), ci tenevo a precisare che l’articolo che segue non ha assolutamente nulla contro la sindrome di down – tra l’altro in questo articolo di giornale che parla del gruppo tiro al bersaglio è spiegato chiaramente cos’è la sindrome (cosa che io peraltro so benissimo)

ma la gente si deve rendere conto che trattare una persona disabile alla stessa stregua degli altri, qualunque disabilità sia, non significa dirgli “tu non sei normale, tu sei speciale”…io da parte mia quando ero piccola e mi dicevano così rispondevo sempre, “ma allora se sono speciale non sono normale, sono diversa”

l’articolo-riflessione nasce dal fatto che non bisogna discriminare i down come non bisogna discriminare tutto il resto. Non si dica mongoloide per dire stupido, ma allo stesso modo non si dica cieco/sordo a uno che è indifferente a qualcosa o non si dica “lavorare come un negro” piuttosto si dica “come un mulo” se proprio si deve.
Invece no, qua anziché far riprendere ai nomi la propria identità, si preferisce cambiare nome a chi già ne ha uno.

Da qualche giorno, sui social network, sta girando il seguente messaggio:

La sindrome di Down non è una malattia. Le persone con la sindrome di down non cercano una medicina, vogliono solo essere accettate e trattate come gli altri!!! Il 93% dei miei contatti non copierà questo messaggio. Spero che tu che stai leggendo ora, voglia far parte di quel restante 7% che metterà questo messaggio nella bacheca per almeno un’ora…Grazie.

A dire il vero, la prima volta che l’ho letto, si fermava solo alla frase e non conteneva il discorso del 93 e del 7%. Se già mi aveva irritato allora, con quest’aggiunta mi ha innervosito ancora di più. Ma perché una disabile se la deve “prendere” con un messaggio che parla di accettazione dei disabili?
Continua a leggere”Catena di sant’antonio sulla sindrome di down: diffonderla sì o no?”

Popularity: 9% [?]

show

gen 29 2010

Gruppi facebook, commenti e sondaggi sul web: possibili pericoli per il posto di lavoro

Di notizie su facebook che fa perdere il posto di lavoro, i giornali sono pieni quasi tutti i giorni: gente che mette le foto, che aggiorna lo stato, mette dei link o dei commenti considerati “fuori posto” dall’azienda in cui si è assunti. Ma ci sono tanti fattori che non vengono assolutamente considerati, come l’iscrizione a gruppi, i commenti, i quiz e i sondaggi.
Continua a leggere”Gruppi facebook, commenti e sondaggi sul web: possibili pericoli per il posto di lavoro”

Popularity: 6% [?]

show

Tags: , , , , , , , , ,


gen 18 2010

Stare troppo in chat causa la depressione?

Fonte: download blog, 2 febbraio 2009.
Secondo uno studio americano, il troppo tempo impiegato a parlare in chat da parte delle ragazzine, specie quando si tratta dei loro problemi sentimentali, è causa di depressione. Ma? Sarà vero che è solo la chat? Sarà vero che è quella, la causa di depressione?
Continua a leggere”Stare troppo in chat causa la depressione?”

Popularity: 7% [?]

show

Tags: , , , , , , ,


dic 29 2009

Facebook a pagamento, sfortuna, astinenza sessuale forzata e molto altro

Il disinformatico è sempre una fonte molto preziosa per IAD Killer, dà sempre degli spunti molto interessanti.
Dopo aver parlato di Claudia Rivalta e Daniela Mainardi, Danilo Mastrantoni, msn e facebook a pagamento da domani, ecco una riflessione sul motivo per cui queste bufale continuano imperterrite a far strada (e vittime) su Internet.
Continua a leggere”Facebook a pagamento, sfortuna, astinenza sessuale forzata e molto altro”

Popularity: 7% [?]

show

dic 28 2009

Divorzi in aumento per colpa di facebook?

Sfogliando download blog, mi viene in mano un articolo. Il solito articolo: che Facebook favorisce i divorzi, addirittura un caso di divorzio su 5.
Ma la finiamo di colpevolizzare un mezzo di comunicazione, per i problemi reali che si creano?
Continua a leggere”Divorzi in aumento per colpa di facebook?”

Popularity: 4% [?]

show

dic 12 2009

Facebook come mezzo di vendetta personale

Un tempo, anche non troppo lontano, per vendicarsi di una persona che ci ha fatto un torto gli si bucavano le gomme dell’auto, gli si metteva una bottiglia di vetro sotto la ruota posteriore sempre dell’auto in modo che si rompesse la gomma quando lui faceva retromarcia. Oppure altre vendette peggiori che non mi vengono in mente ma, comunque, reali e soprattutto a cui si poteva, difficile quanto fosse, dare prima o poi un volto.
Ora invece, con Facebook e la comunicazione in tempo reale in genere, è assolutamente impossibile dare un volto in tempi brevi a certi dispetti che sembrano banali ma possono veramente avere delle conseguenze a dir poco disastrose.
Continua a leggere”Facebook come mezzo di vendetta personale”

Popularity: 17% [?]

show

Pagina successiva »