feb 04 2010

Legge islamica vieta facebook: causa divorzi e infedeltà

Aggiornamento: secondo zeus news pare che la legge islamica contro facebook sia stata smentita. Mah…
Fonte: leggo.it, 4 febbraio 2010.
Personalmente, mi ritengo fortunata a non vivere in un paese che sottostà alla legge islamica.
Questo non è il luogo adatto in cui discutere di islamici-cristiani-religioni varie, o di fare discorsi razzisti/qualunquisti, ma si sta parlando di una realtà assolutamente oggettiva: Internet, e in particolare i social network, sono una risorsa difficilmente controllabile da cui si può attingere a informazioni di ogni genere, da ogni parte del mondo e questo indubbiamente fa paura a quei pochi, potenti, miliardari, che tengono il potere nelle proprie mani e vogliono influenzare le masse; ormai è risaputo, “se io al popolo impedisco di farsi una cultura, avrò sempre e comunque potere su di lui perché gli va bene qualsiasi cosa io dica”. Che sia un’associazione, un’istituzione religiosa, un’istituzione politica, degli studiosi… giocando sulla paura, sui divieti e sull’informazione si può avere la gente in mano. E allora, la domanda sorge spontanea:
stai vietando facebook perché causa i divorzi, oppure lo fai perché c’hai la coscienza sporca e sai che non sono più anni da essere integralisti, e che è ora che ti evolvi ma non lo vuoi ammettere?
E un’altra domanda che ci si dovrebbe fare: non è che forse, se ci sono divorzi e tradimenti che nascono dalla rete, è perché se ne hanno piene le palle di questi matrimoni combinati/riparatori, e di questa sottomissione delle donne?
Va bene che i tradimenti e divorzi nati da internet aumentano anche qua, ma la soglia di infelicità, dove ci sono tradizioni antiquate, è molto più alta è inutile nasconderselo. Dopo il salto, l’articolo di giornale.
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