feb 05 2010

Chat roulette, appuntamenti al buio su internet. Possibilità di socializzare o porcile?

Pare che sia in circolazione una nuova tendenza: gli appuntamenti al buio su web.

A me sinceramente, da cieca, fa assolutamente ridere l’idea di “appuntamento al buio” dato che, da quando sono nata, non ho mai guardato nessuno sulla faccia e per quel che mi riguarda il buio, quello vero e di cui aver paura, non è l’assenza di luce/visione, ma l’ignoranza.

Filosofia sul buio a parte, comunque, a dir la verità il web è sempre stato una realtà che favorisce gli incontri “al buio”, come il caso della nascita di numerosi siti negli ultimi anni di incontri in Italia, diciamo così, perché chiunque ha la facoltà, dietro a un video, di mentire. Almeno fino a quando la banda larga, le comunicazioni vocali e poi video, non hanno potuto dare un po’ più di concretezza a chi sta dietro a un monitor ma il servizio di cui parlo in questo post, è molto, molto più inquietante.
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dic 01 2009

La vera sofferenza, quella che i ciechi vorrebbero nascondere

Premessa: poiché questo sito nasce per tentare di informare sulla dipendenza da Internet, e che la responsabile (la sottoscritta) è cieca, sto cercando in qualche modo di analizzare, dal basso delle mie poche conoscenze, ciò che può portare una persona cieca a dipendere da Internet, per dare l’opportunità ai lettori con il mio stesso deficit sensoriale, di riflettere in modo distaccato su se stessi e, eventualmente, capire che se si sentono imprigionati, la situazione potrebbe comunque essere recuperabile.
Con questo articolo non voglio offendere qualcuno o fare critiche gratuite a chi che sia, tanto meno a me stessa. Voglio solo tentare di puntare il dito indice (anche se, vista la situazione, sarebbe meglio il medio) :) su un problema che noi disabili spesso e volentieri vorremmo nascondere agli occhi di tutti, ma che invece è ben visibile. La sofferenza. E’ una sofferenza interiore che non sempre c’entra con la disabilità anzi, spesso la disabilità è un ostacolo che, crediamo, ci obbliga ad arrenderci a priori di fronte a sofferenze d’altro tipo ed essere sempre e comunque destinati a soffrire; invece, questa situazione di disagio va affrontata anche con l’aiuto di un terapeuta dove e se necessario, mentre noi spesso ci troviamo a nasconderla talvolta per vergogna, rassegnazione, oppure per evitare di venir compatiti e che, inevitabilmente, non trovando punti di sfogo reali, finisce per riversarsi su Internet creando così l’effetto struzzo: la testa è nascosta, ma tutto il resto è ben visibile perché, in ogni caso, molti dei gruppi di discussione in cui tanti ciechi informatizzati si ritrovano a parlare, sono leggibili anche dal pubblico e reperibili tramite i motori di ricerca.
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nov 13 2009

Testimonianza: vade retro facebook!

Il sito Odio facebook continua a fornire diversi articoli alquanto interessanti per iadkiller, peccato che davvero siano troppi e, a lungo andare, il progetto diventerebbe monotematico; anche perché iadkiller per primo è su facebook: una sorta di “combattere il sistema dall’interno”.
Ho trovato una interessante testimonianza su Punto biz, che dovrebbe far drizzare le orecchie a tutti, prima di usare eccessivo zelo ed entusiasmo nelle proprie attività in rete.
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nov 07 2009

Corso di tango argentino per non vedenti

Continua la, spero, lunga serie di post che intendo pubblicare in merito ad eventi e iniziative organizzati per aumentare le possibilità di relazioni reali dei disabili, tra loro o con persone “normodotate”: una terapia molto efficace per combattere la dipendenza dalla tecnologia è quello di fare attività fuori casa, con persone in carne ed ossa, ed il ballo è, come lo sport, un modo molto interessante per potersi confrontare con le proprie capacità fisiche e con quelle di un’altra persona, nonché per favorire la nascita e lo sviluppo di rapporti umani reali, fuori dall’ambiente Internet. Ovvio che questi corsi per disabili di cui parla l’articolo qui sotto, sono solo dei punti di partenza. Un qualcosa che serva a capire e far capire che anche una persona con disabilità visiva può ballare, ma è sempre viva la speranza che un domani, da qui, si possa partire per poter realizzare dei corsi di danza “misti” nati per chi ha tutti e 5 i sensi ma a cui possa partecipare anche chi ne ha 4.
Lasciando stare il “diversamente abili” scritto nell’articolo, espressione che odio, incollo il testo dopo il salto.
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set 22 2009

I rischi dell’approccio a internet

Categoria: Senza categoriatalksina @ 17:30

Wikipedia, da cui ho tratto la maggior parte delle informazioni tecniche sul problema IAD, è molto esaustiva ma, prima di riportare i rischi di dipendenza che può correre un neofita di Internet, premetto che tali rischi non riguardano solo le persone che si avvicinano alla rete da zero, ma talvolta succede che chi cade nella trappola delle dipendenze, come nel mio caso, è chi si ritiene in qualche modo, per qualche ragione, invulnerabile in quanto si pensa di conoscere il problema, di tenere tutto sotto controllo però, spesso e volentieri, quando si abbassa la guardia è il momento che la dipendenza prende a condizionarci.
Generalmente, l’approccio con la rete ha 2 fasi: quella di “osservazione” e quella di interazione e relazione vera e propria.
Osservazione significa, volgarmente, fare “i guardoni”; limitarsi cioè ad un uso passivo del mezzo Internet, facendo ricerche e leggendo giornali on line; da qui c’è chi arriva anche a spendere soldi, facendo acquisti, giocando in borsa o d’azzardo, nonché il diffusissimo uso della internet al fine di consultare materiale a sfondo sessuale.
I rischi principali di questa fase sono una tendenza a giocare in borsa, d’azzardo o fare acquisti on line in modo compulsivo, nonché un sovraccarico di informazioni o una dipendenza dalla pornografia e il sesso virtuale; questo tipo di attività, naturalmente, non sono solo on line ma ciò che espone di più al rischio di dipendenza chi gioca, acquista o vede pornografia on line, è l’anonimato e la facilità con cui si reperiscono certe informazioni, che finisce per favorire in soggetti vulnerabili, la mancanza di autocontrollo.

Fase 2: interazione con altri utenti
Questa è la fase più interessante dell’approccio alla rete, quella che può creare molte possibilità di crescita, personale e professionale, se sfruttata in modo consono, ma che può essere allo stesso tempo pericolosissima: l’interazione con altri utenti attraverso chat testuali o multimediali, giochi di ruolo, social network, posta elettronica, blog, ecc.
E’ la fase in cui un soggetto particolarmente vulnerabile, diventa completamente esposto anche a rischi di tipo fisico: l’isolamento sociale, in quanto il soggetto tende a chiudere le porte alle relazioni reali prediligendo quelle on line, fino ad arrivare alla dipendenza dal sesso virtuale oppure a un sentimento di onnipotenza, dato dall’anonimato e dall’inevitabile filtro costituito da tastiera e monitor, oppure nei giochi di ruolo, dove l’immedesimazione eccessiva nel personaggio che si interpreta, assume quasi una funzione integrante nella vita della persona.
Non è inoltre da sottovalutare la facilità con cui si può plagiare una persona, utilizzando una chat, testuale o audio-video che sia: scrivendo o parlando a distanza, a volte porta a dare confidenza alle persone sbagliate, a farsi coinvolgere a tal punto, da arrivare anche a veri e propri “incontri al buio” che possono talvolta rivelarsi pericolosi.

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